Adult Baby

Giovedì sera 9 Giugno 2005 ore 21, 15esimo episodio della quinta stagione di “CSI Scene dal crimine”, quasi tutte le puntate erano caratterizzate da episodi che basavano l’oggetto dell’indagine su scenari urbani e sociali molto particolari e realtà particolarmente sconosciute; non cinematograficamente inventate, ma semplicemente, molto sconosciuti ai più.

Quella sera, l’omicidio o meglio l’assassinato era stato un Adult Baby, e mi ricordo come se fosse ieri, che non potevo credere che questa volta, la realtà raccontata, potesse essere vera.

Ho controllato immediatamente sul mio ipad, se effettivamente gli Adult Baby potessero davvero esistere o fosse semplicemente l’escamotage di un brillante sceneggiatore. Mi sbagliavo! nessuna sceneggiatura forzata, ma semplicemente un membro di una comunità molto ma molto grande.

Chi sono gli Adult Baby? Sono uomini, donne, ragazzi e o ragazze che per qualche ora/giorno la settimana, decidono di fare una regressione infantile… Chiamato infantilismo parafiliaco non è una malattia e non è una patologia, ma una parafilia (vedremo in seguito).

Ho intuito da subito che poteva essere un ottimo spunto per un servizio fotografico, ma nel contempo, mi ricordo altresì benissimo, che era una realtà che non riuscivo ad affrontare. Mi disturbava, mi allontanava… non ci potevo credere!!!

Ho archiviato i link che avevo trovato e le informazioni di base per poter partire poi con ricerche più approfondite, ma, in realtà rimasero li ferme per 10 anni. Ho proposto il servizio a dei colleghi, dicendo: “secondo me spacca”, “è assolutamente da fare… ma fallo tu perché io non ne ho la forza.”

Nel mentre finivo 13Coins, decidevo con Valeria di andare a vivere in Sudafrica e facevo mille altre cose, fino a che un giorno, mi tornarono alla mente tutti i link salvati nell’Ipad e decidetti di metterci mano…

6 Settembre 2015, quindi io a Verona decido d’approfondire la realtà AB (Adult Baby) in Italia e Mirketto a Roma decideva di uscire allo scoperto… segni? coincidenze? casualità? e che ne so, sta di fatto che tutto ebbe inizio e vi assicuro che da quel 6 Settembre 2015 molte cose sono cambiate in Italia.

La realtà AB sta crescendo giorno dopo giorno. Tutti loro, sono convinti di essere gli unici, poi invece Facebook unisce i meandri delle fantasie più intime ed ecco che nascono amicizie tra mille nick name fittizi e che piano piano, uomini e donne, si incontrano e si confrontano in ambienti virtuali, per condividere una parafilia reale.

Sempre come fosse ieri, ricordo anche, che prima di iniziare, fotograficamente parlando, ho contattato lo psicologo/sessuologo, Marco Rossi, il più famoso d’Italia, grazie alla sua partecipazione ad una delle trasmissioni televisive che hanno fatto la storia del sesso parlato al grande pubblico,” Love Line” su MTV.

Gli chiesi un appuntamento e lo incontrai a Verona, un’amicizia in comune mi aveva confidato che era stato alla mia mostra al Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri e aveva anche assistito alla presentazione del libro 13Coins al Teatro Nuovo, quindi, forte di questa stima reciproca, gli chiesi consulenza per capire meglio il mondo in cui mi stavo per addentrare.

La prima domanda che gli feci fu: “Ma questi sono matti? Sono fuori di testa?”

Lui: “No perché?”

Io: “No, forse Marco non mi sono spiegato: questi vivono con il pannolone, mangiano omogeneizzati, bevono dal biberon e vanno a letto con il ciuccio… ed hanno la mia età… ti richiedo: ma sono normali??”

Lui: “A te piace andare a pescare per rilassarti, c’è poi a chi piace fare yoga o mille altre cose, a loro semplicemente, piace fare un opera di regressione totale fino a comportarsi, muoversi, borbottare da infanti.

Si chiama: infantilismo parafiliaco e non è una malattia, ma semplicemente una parafilia, la quale può diventare patologia e malattia solo nel momento in cui, l’individuo non riesce a svolgere una vita sociale normale.

Se l’individuo diventa dipendente da qualcuno (come un neonato) tanto da non permettergli di lavorare, stringere amicizie con tutti i tipi di persone “normali”, non riesce a studiare o portare a compimento nessun altri tipo di attività in modo individuale, allora SI, diventa patologia, ma nel mentre, se vi è indipendenza e capacità di vivere in un contesto sociale, NO, non sono da considerarsi malati o pazzi… semplicemente un po’ strani , bhè questo si, ma stranezza che non fa male agli altri ne tanto meno a loro, anzi, per loro è una condizione di estrema serenità e benessere…”

Per fortuna ero seduto, perché davvero, quelle parole e quel “nuovo modo” di apprendere ed affrontare il concetto che avevo di “normalità” mi ha davvero scosso e mi avrebbe continuato a scuotere, per molto molto tempo ancora…